Quando il tuo animale sta morendo

Articolo tratto dal sito di Sharon Callahan, Anaflora

cane anziano

Foto: Schwoaze

Ogni volta che sia possibile, la cosa migliore è permettere all’animale di morire in modo naturale. È importante per gli animali, tanto quanto per gli esseri umani, poter trarre il massimo dalla loro esperienza di vita. Ogni fase della vita ha la sua bellezza e la sua utilità e noi viviamo, cresciamo e impariamo da ognuna di queste diverse fasi. Per molte anime animali, l’esperienza di un bel trapasso è proprio il pezzo mancante di molte esperienze di vita pregresse. Molti singoli animali, infatti, portano nella propria anima il ricordo di tante morti premature.

In senso collettivo, gli animali portano in sé il ricordo di miliardi e miliardi di vite interrotte con l’aborto, l’eutanasia, la macellazione, il maltrattamento e la trascuratezza. Per questa ragione, uno dei regali più belli e significativi che possiamo fare ai nostri amati amici, è il dono di lasciare questa vita in maniera sacra e illuminata. Non saranno solo i nostri amati animali a trarre beneficio da questo, ma l’intero inconscio collettivo del mondo animale potrà essere imbevuto di un nuovo messaggio di speranza, e l’esperienza collettiva comincerà, poco a poco, a trasformarsi in un’esperienza di cura amorevole in tutte le fasi della vita.

Da una prospettiva spirituale, nascita e morte sono molto simili. Quando viene concepito un bambino, lo spirito entra nel grembo della madre. Al momento della nascita, il neonato passa attraverso il canale del parto e viene alla luce nel mondo. Prima della morte, l’essenza animica si raccoglie nel cuore e, nel momento della morte, viene spinta in alto verso il chakra della corona, in cima alla testa, e lascia il corpo per entrare nella luce dello spirito. È di fatto un ciclo di nascita, rinascita e ancora rinascita.

Così come possiamo fare da levatrice al momento della nascita fisica, possiamo farlo anche durante il processo della morte, quando si nasce allo spirito. E così come lo scenario ottimale per la nascita è la nascita naturale, lo scenario ottimale per la morte è la morte naturale. La nascita raramente è indolore, e la morte raramente è indolore, ma c’è molto che possiamo fare per ridurre il disagio in entrambe le transizioni e rendere entrambe delle belle esperienze. Quasi ogni madre vi dirà che il dolore che ha dovuto sopportare per dare alla luce il proprio figlio è valso la pena. La maggior parte delle persone che accompagnano un essere amato durante la morte riferiscono di avere avuto un’esperienza che le ha trasformate e rimangono loro ben pochi rimpianti.

Quando contempliamo la morte di un compagno animale, è consigliabile fare in modo che la propria attenzione non venga distolta dal processo in corso chiedendosi se sarà necessaria o meno l’eutanasia. Una tale scelta potrà sempre essere fatta più avanti, lungo il percorso, se proprio necessaria. Dedicatevi interamente alla creazione di una transizione illuminata. Abbiate fede e fiducia, e tutto si dipanerà come deve, senza preoccupazioni.

Creare uno spazio sacro dove possa realizzarsi il trapasso

Create per l’animale uno spazio sacro. Nei limite del possibile, permettete all’animale di scegliere il luogo che preferisce. Una volta scelto il luogo sacro, cominciate a creare un bel tempio a quella transizione sacra chiamata morte. L’idea che sta dietro il fatto di creare un luogo sacro per il processo di morte è quella di realizzare un ambiente vibrazionale che sia in risonanza con la vibrazione del reame celeste in cui l’animale entrerà al momento della morte. Quanto più simili saranno tali vibrazioni, tanto più lieve scorrerà la transizione. Pensate all’idea di creare un ambiente celeste qui sulla terra. Dedicando tutte le vostre energie a creare uno spazio sacro, scoprirete che le vostre ansie e sofferenze si dissipano e sarete riempiti dal senso di uno scopo sacro.

Circondate l’animale delle sue cose preferite. Raccogliete i suoi giochi e ricordi preferiti.

Stendete un bel telo o coperta sul luogo prescelto, di un colore acceso e dalle vibrazioni elevate, come blu, porpora o viola.

Portate nelle vicinanze dei fiori freschi o una pianta viva. Il mio amico Andrew ha circondato la sua gatta morente di petali di rosa di tutti i tipi e colori, e quando morì, venne seppellita nel suo giardino su un letto di petali di rosa.

Decorate l’area con immagini sacre, rappresentazioni del vostro personale percorso spirituale. Immagini di Cristo, di Buddha, di Krishna, di San Francesco, di angeli o altro sono tutte adatte. L’animale percepirà la vibrazione di queste immagini e reagirà favorevolmente.

Parlate al vostro animale di tutti gli angeli ed esseri di luce che saranno presenti ad accoglierlo quando passerà sull’altro lato.

Portate in zona un riproduttore di nastri o CD e riproducete musica sacra a basso volume. Una musica classica o new age delicata va molto bene, e così pure i canti gregoriani o quelli di altre tradizioni sacre. I miei animali hanno reagito molto positivamente alla musica dell’arpa di Erik Berglund. Troverete Erik alla pagina dei link del sito di Anaflora. Sul mio sito è anche presente una pagina scritta da Erik che racconta la transizione del suo gatto Prince.

 Trascorrete più tempo possibile con l’animale, comunicandogli quanto lo amate.

Al momento giusto, date al vostro animale il permesso di andarsene. Ditegli che non è necessario che si trattenga solo per voi; che sentirete la sua mancanza ma che starete bene. Questo tipo di rassicurazione aiuterà grandemente l’animale a lasciare andare la sua forma fisica al momento giusto.

Permettete agli altri membri della famiglia di fargli visita e di portagli il loro saluto. La maggiore parte degli animali morenti vuole stare tranquilla, ma non isolata.

Spesso un animale morente non desidera essere toccato. Rispettate questo desiderio e non prendetelo come un rifiuto. L’atto di toccare spesso interrompe il processo della morte focalizzando l’attenzione sul corpo fisico. Se l’animale sembra vivere un disagio fisico o emozionale, può essere utile passare delicatamente sul corpo un asciugamano umido e caldo, poiché ricorda il tocco rassicurante della lingua di un altro animale.

Se avete un animal communicator di fiducia, avere la sua assistenza in questi momenti può essere impagabile. Si potrà chiedere all’animale se si sente a proprio agio e di cosa abbia bisogno o desiderio. Questo è il momento giusto per chiedere all’animale cosa preferisce che si faccia con il suo corpo fisico. Chiedetegli se preferisce essere seppellito o cremato. Alcuni animali che hanno ricordi di vite selvatiche nel passato nelle quali hanno avuto esperienza di incendi nelle foreste, possono avere paura del fuoco e ritrarsi all’idea di una cremazione. L’animale potrebbe avere altre richieste su come gestire altri “affari” che lo riguardano. Se l’animale chiede di essere seppellito, potete preparare una tomba in un luogo adatto, quando la morte si avvicina, se vi sembra una cosa appopriata.

Se avete un amico/a amorevole, emozionalmente stabile, che condivide le vostre idee e il vostro amore per gli animali, chiedetegli di starvi accanto e offritevi di restituire il favore alla prima occasione.

Cosa aspettarsi quando la morte si avvicina

Il senso dell’olfatto è il primo a venir meno nel processo di morte, seguito dal senso del gusto, poi dalla vista e infine dall’udito. In molti casi, l’animale avrà comunque cessato di alimentarsi molti giorni o persino settimane prima dell’effettivo inizio del processo di morte. Questo è un aspetto naturale del ritirarsi della forza vitale, e non bisognerebbe forzare l’alimentazione. La vista potrebbe scemare o l’animale potrebbe sembrare addirittura cieco.

Quando un animale entra nella fase finale del processo di morte, sono in azione due diverse dinamiche che sono strettamente interrelate e interdipendenti. Sul piano fisico,, il corpo avvia il processo finale della cessazione di ogni attività, che avrà termine quando tutti i sistemi cesserano di funzionare. Di solito, questo processo è rappresentato da una serie graduale e mai drammatica di cambiamenti fisici, che non rappresentano delle emergenze mediche e non richiedono interventi invasivi. Questi cambiamenti fisici sono semplicemente il modo naturale in cui il corpo si prepara a fermarsi, e il tipo di risposte più appropriato consiste in misure atte a garantire il comfort.

L’altra dinamica del processo di morte è quella che avviene sul piano emozionale-spirituale, ed è un diverso tipo di processo. L’anima dell’animale morente avvia il processo finale di distacco dal corpo, dal suo immediato ambiente e da tutti gli attaccamenti. Questo distacco tende a seguire le proprie peculiari priorità. È in questo momento che potreste percepire che l’animale chiede il permesso di andarsene. L’animale potrebbe gemere o ululare, non necessariamente per il dolore, ma quale rilascio di energia mentre l’anima si libera dal corpo.

Quando il corpo dell’animale è pronto e vorrebbe fermarsi, ma l’animale è ancora indeciso o non si è riconciliato con qualche importante questione o con una relazione significativa, potrebbe tendere a trattenersi nonostante il disagio fisico e la debilitazione, per poter chiudere le questioni in sospeso.

Se l’animale sembra attardarsi e trattenersi, rassicuratelo che percepite il suo amore e la sua preoccupazione e che è ok che se ne vada, Se altri membri della famiglia, cui l’animale è affettivamente legato, non sono presenti, rassicuratelo che queste persone lo amano e che anche loro vogliono che si lasci andare.

A volte un animale è emozionalmente e spiritualmente pronto ad andarsene, ma il suo corpo non ha ancora completato la procedura di chiusura delle funzioni.

Cosa fare per aiutare l’animale

Invocate animali e persone amate che sono già passate sul piano dello spirito affinché si riuniscano attorno all’animale e lo assistano.

Visualizzate l’essenza animica dell’animale che si raccoglie nel chakra del cuore come una palla splendente di luce dorata. Visualizzate questa palla che sale lungo il corpo fino a raggiungere la cima della testa. Questo esercizio può essere ripetuto ogni volta lo si ritenga necessario.

Ricordando che l’udito è l’ultimo senso a venir meno, continuate, per tutto il processo di morte, a mormorare parole rassicuranti all’orecchio del vostro amato.

Il vostro stato mentale al momento della morte del vostro animale è di vitale importanza, e gioca un grande ruolo nel determinare ciò che l’animale sperimenterà dopo la morte. Rimanete il più calmi, centrati e amorevoli possibile.

Segni e sintomi

L’esperienza che chiamiamo morte avviene quando il corpo porta a termine il naturale processo di chiusura delle sue attività e l’anima porta a termine il suo naturale processo di riconciliazione e chiusura. Questi due processi devono avvenire con modalità appropriate e uniche per le qualità animiche di quel singolo animale.

I seguenti sintomi e segnali descrivono il modo in cui il corpo si prepara per lo stadio finale della vita.

  • Freddezza. Le zampe, la coda e le orecchie dell’animale possono diventare sempre più freddi al tatto. Il colore della pelle sotto il pelo può cambiare. La parte inferiore del corpo può diventare più scura o possono comparire chiazze sulla pelle. Questi sono normali indicatori del fatto che la circolazione del sangue sta rallentando e non raggiunge le estremità del corpo, essendo riservata agli organi vitali. Se l’animale lo tollera, tenete il corpo sotto una coperta. Non usate coperte elettriche.
  • Sonno. L’animale trascorre sempre più tempo a dormire e può apparire poco reattivo e difficile da svegliare. Questo è dovuto in parte ai cambiamenti metabolici. Ricordate che il vostro animale è telepatico, e non ha bisogno di essere sveglio per ricevere da voi delle comunicazioni amorevoli.
  • Disorientamento. L’animale può apparire confuso e può facilmente sobbalzare per rumori o movimenti improvvisi. Quando andate da lui, avvisatelo, con la voce o telepaticamente, che vi state avvicinando.
  • Incontinenza. L’animale potrebbe perdere il controllo dell’urina e/o delle feci, in quanto i muscoli di quell’area iniziano a rilassarsi. Mettere un telo impermeabile sotto le coperte può facilitare le cose, dato che queste possono essere regolarmente cambiate e lavate.
  • Congestione. Potreste sentire dei gorgoglii nel petto del cane. Questo effetto è dovuto alla riduzione dell’assunzione di liquidi e dall’incapacità di espettorare le normali secrezioni. Voltate delicatamente la testa del cane e lasciate che sia la gravità a far fuoriuscire le secrezioni. Passargli un panno umido e caldo sul muso può calmarlo.
  • Agitazione. L’animale può emettere ululati e gemiti o mostrarsi agitato, spostandosi da un posto all’altro o voltandosi e muovendosi ripetutamente. L’irrequietezza è dovuta a cambiamenti metabolici e a volte all’ansia, o a entrambi. È meglio non limitare questi movimenti. Parlargli con tono rassicurante, mettere della musica e accarezzarlo, di solito è sufficiente a calmarlo. Se avete creato un luogo sacro per lui, l’animale solitamente tornerà lì dopo un periodo di agitazione.
  • Calo dell’urina. La produzione di urina normalmente diminuisce e può assumere un aspetto concentrato. Questo è dovuto alla ridotta assunzione di liquidi e al calo di circolazione nei reni.
  • Riduzione dell’assunzione di cibo e liquidi. L’animale ridurrà l’assunzione di cibo e liquidi o la interromperà del tutto. Il corpo naturalmente comincerà a conservare l’energia che normalmente viene spesa in questi compiti. Non cercate di forzare l’animale a mangiare o a bere. Qualsiasi tentativo di forzarlo a mangiare lo metterà a disagio e lo farà sentire in conflitto sul piano emozionale. Gli animali desiderano così tanto compiacerci che potrebbero permetterci di forzarli a mangiare o a bere contro il loro migliore interesse. Inumidire la bocca con po’ d’acqua tramite un contagocce può dare sollievo.
  • Cambiamenti del ritmo respiratorio. Il normale schema respiratorio dell’animale può cambiare. Il respiro può essere corto, affannato o irregolare (respiro corto con periodi di apnea). Questi schemi sono comuni e indicano una diminuzione della circolazione negli organi interni. Cambiare delicatamente la posizione dell’animale e parlargli con dolcezza può dargli sollievo.
  • Ritiro. L’animale può non reagire agli stimoli esterni. Questo ci indica che si sta preparando ad andarsene, e si sta staccando dall’ambiente e dalle relazioni… È un lasciare andare.
  • Visioni. L’animale potrebbe fissare lo spazio sopra la vostra testa o sembrare fissato su un punto della stanza o della casa lontano da voi. Gli animali, per natura, sono molto sintonizzati con i regni angelici e spirituali. Quando la morte è vicina, essi diventano consapevoli di presenze angeliche o di altro genere venute a offrire la loro assistenza. Questa è una cosa meravigliosa.
  • Ridotta socialità. Se ancora si può muovere per la casa, l’animale potrebbe tuttavia tenersi appartato rispetto alla famiglia. Potrebbe comportarsi come se non vi volesse attorno. Potrebbe anche agire in maniera atipica, attaccandovi o mordendovi. Questo non è un segno di rifiuto, bensì semplicemente il segnale che si sta preparando ad andarsene. Dategli il vostro sostegno, permesso e amore a distanza.

Ogni animale morente o malato terminale presenta perdita dell’appetito e di peso corporeo. Per gli esseri umani coinvolti, questo fatto può essere sconvolgente. Il cibo spesso viene associato col prendersi cura, con l’amore e il conforto, e possiamo sentirci rifiutati e impotenti quando l’animale rifiuta di mangiare o bere. È però importante tenere a mente che la perdita di appetito è una componente naturale del processo di morte. Se cerchiamo di forzare l’animale a mangiare, questi potrebbe diventare inquieto e sentirsi in ansia per la sensazione di non avervi accontentato. Spesso abbiamo la sensazione che, se non mangia e non beve, l’animale si deve sentire malissimo. Molti studi svolti sui pazienti dei reparti terminali mostrano che la disidratazione causata da una ridotta o assente assunzione di liquidi non causa disagio se la bocca viene tenuta umida. L’assopimento causato dalla disidratazione può aumentare il comfort riducendo le secrezioni gastriche, che causano nausea e vomito, e produrre al contrario un senso di euforia.

Come si fa a sapere che la morte è avvenuta?

Sintomi di morte avvenuta sono: assenza di respirazione, assenza di battito cardiaco, rilascio di urina e feci, assenza di qualsiasi reattività, palpebre leggermente aperte e immobili, pupille dilatate, sguardo fisso, mascella rilassata e bocca leggermente aperta.

Dopo la morte

Il servizio migliore che possiamo offrire al nostro amato che se ne va non è il dolore e il lamento, ma il silenzio e la preghiera. C’è un intervallo di tempo, che segue immediatamente la cessazione del battito cardiaco, nel quale il filo eterico argentato che collega l’anima al corpo fisico è ancora intatto (questo è una sorta di cordone ombelicale). L’anima fluttua in una condizione sognante sopra il suo involucro fisico, ancora attaccata a questo filo e ancora in grado di percepire ciò che viene fatto a quell’involucro. Questo è il momento in cui avviene la rassegna della propria vita, proprio come succede alle persone appena morte. Qualsiasi situazione che distragga l’anima da questo processo riduce i benefici che essa ne può trarre. Questo periodo è una sorta di intervallo sacro di silenzio e preparazione per la nuova vita. È importante muoversi con passo felpato mentre la registrazione del presente viene inscritta sui veli del futuro.

Per gli esseri umani e gli animali domestici, questo processo può richiedere circa tre giorni, anche se può essere completato prima. Un chiaroveggente sensitivo può percepire questo processo e la sua conclusione. Anche voi potreste percepire quando è completo. Per quanto sia possibile rispetto agli obblighi della vita quotidiana e alla nostra tolleranza emozionale, questo intervallo di tempo dovrebbe essere onorato come sacro. In molte tradizioni spirituali, il corpo viene lasciato nel luogo della morte per un periodo di tre giorni. Quando questo non sia possibile, il periodo di tre giorni dovrebbe comunque essere osservato in modo sacro anche in assenza del corpo. Le nostre preghiere e i nostri buoni auspici emessi in questo periodo aiutano immensamente l’anima dell’animale.

Collocate delicatamente il corpo dell’animale su un telo bianco pulito. Il corpo può essere lasciato esposto oppure leggermente avvolto nel telo. Lasciate che il corpo riposi nel luogo in cui è avvenuta la morte o nei suoi pressi.

Per gli animali che sono morti presso un ambulatorio veterinario o per gli animali che sono rimasti uccisi in un incidente o i cui corpi sono stati ritrovati lontano da casa, portate il corpo a casa e deponetelo su un telo bianco in un angolo in cui l’animale amava stare.

Traduzione Elena Grassi

7 Comments

  1. Franz

    La mia speciale Kikka

    Era dicembre 2004 ed un amico mi parlava di una piccola micina di pochi mesi, trovata dentro a un cassonetto dell’immondizia, abbandonata, impaurita, malnutrita e con un eczema sul musetto; lui non poteva tenerla e mi chiese se potevo adottarla io. In quel periodo avevo già un gatto maschio di 10 anni, chiamato Kikko, ma questa è un’altra storia. Ho sempre avuto un gatto fin dall’età di 6 anni, ora ne ho 47: quando un gatto mi abbandonava per morte naturale o altro, ne riadottavo subito uno. Avevo conosciuto fin da piccolo l’amore, la gioia, il divertimento, la correttezza, la fedeltà, la sincerità, la compassione e purtroppo anche la sofferenza che un piccolo animale come il gatto, insegnava al suo Amico umano. Ma non avevo mai adottato una gattina! Non ci pensai tanto ed io e mia sorella decidemmo di adottarla, facendola sterilizzare e chiamandola Kikka. Forse per i maltrattamenti subiti, essendo stata anche gettata malamente nel cassonetto, l’avevo trovata emotivamente traumatizzata; non si voleva fare accarezzare ed inizialmente faceva fatica anche ad accettare il cibo che le offrivo. Poi con il passare dei mesi, iniziò a mangiare normalmente, l’eczema era sparito ed era ritornata veramente in forma. Rispetto a tutti gli altri gatti maschi che ho avuto, lei aveva un carattere più selvatico ed era molto più restia a dare confidenza e a farsi accarezzare… eppure io già le volevo un bene dell’anima! Con il passare degli anni, le piaceva dormire spesso ai piedi del letto di mio padre, insieme a lui. Poi, sempre verso mezzanotte, la lasciavo uscire fuori per fare tutti i suoi bisogni e i soliti controlli sul suo territorio di casa. Invece io nel pomeriggio ero abituato a fare uno spuntino; lei lo aveva imparato ed era sempre lì ad aspettarmi per farlo anche lei, puntuale come un orologio svizzero; “un po’ di coccole e poi spuntino” era diventato il nostro rito. Ha sempre difeso il suo territorio da altri gatti ed a volte li cacciavamo insieme, chiaramente senza recare loro dei danni; li facevamo solo scappare dal nostro territorio! Ricordo che era una cacciatrice incredibile a prendere piccoli topi, per poi solo giocarci, in quanto il cibo non le mancava mai. Una volta la vidi fare un salto pazzesco per prendere un uccellino che cercai subito di liberare. Altre volte arrampicate incredibili fino ad arrivare in cima ad un albero e rimanere lì per mezz’ora, ranicchiata su di un ramo, controllando dall’alto il suo territorio. Con il passare del tempo diventò la protettrice della casa, proprio come gli antichi Egizi consideravano questi Felini: sacri e protettori. Mi alzavo alla mattina per andare al lavoro e lei era lì, si faceva accarezzare e poi io scappavo a lavorare. E quando tornavo dal lavoro?… lei era sempre li ad aspettarmi, una carezza… poi a mangiare insieme. Insomma lei era sempre presente ed anche una sola carezza mi metteva subito di buon umore!…. Purtroppo, quando Kikka ebbe 10 anni, venni assalito dalla disperazione: Kikka era stata investita accidentalmente da un’auto, proprio davanti casa: fu una tragedia, non muoveva più le zampe posteriori e sembrava avere la colonna vertebrale spezzata; credevo di perderla per sempre! Ho subito provveduto a fornirle tutte le cure possibili… per fortuna riusciva a mangiare e bere, anche se praticamente non riusciva più a camminare. Non le ho fatto mai mancare niente e dopo mesi di cure, finalmente l’ho rivista in piedi sulle sue quattro zampe: la vertebra rotta in qualche modo si era ricalcificata. Il tempo trascorreva e successivamente la rividi correre velocissima e completamente in forma; fu una emozione incredibile, era totalmente guarita! Ricordo che dal giorno dell’incidente, appena vedeva arrivare un’automobile si allontanava: aveva imparato il pericolo e non si era più azzardata ad avvicinarsi a una macchina. Kikka in tutti i suoi anni di vita era abituata a mangiare molto meno dalla primavera alla fine dell’estate: le prime volte mi preoccupavo seriamente vedendola dimagrire vistosamente, ma poi capii che quello era il suo stile di vita, utile anche per smaltire tutte le tossine accumulate durante l’inverno. Finita l’estate, riprendeva a mangiare normalmente; ogni anno aveva questo sano stile di vita che è continuato felicemente, senza nessun altro tipo di problema, fino all’età di 15 anni. Alle porte dell’estate 2019, con i bruschi cambiamenti climatici in atto, in cui anche noi umani avvertiamo senso di malessere, kikka come al solito aveva iniziato a mangiare poco, ma non mostrava nessun segnale di malattia, anzi era la solita routine… quando, da un giorno all’altro, la trovai stanca, faticava ad alzarsi in piedi, non mangiava e non beveva. Mi allarmai subito e ancora una volta le fornii tutte le cure necessarie, anche se il destino questa volta l’aveva ormai portata ad affrontare una malattia incurabile. Nonostante tutto, forse per il suo carattere selvatico, quando riuscì a trovare un pò di forze volle uscire fuori all’aperto, come le piaceva fare da sempre… non potevo e non volevo negarglielo… pensavo che rientrasse in casa, viste le sue condizioni: tutti i gatti che avevo avuto precedentemente, quando manifestavano qualche segnale di malattia lo avevano fatto, ma loro erano diversi, erano più domestici, uscivano meno all’aperto e gli piaceva più rimanere intorno a casa… ma alla sera lei non rientrò… l’avevo cercata ovunque invano, era come scomparsa. Io ero disperato e, conoscendo molto bene il comportamento dei gatti, credevo fosse arrivata la sua ora e che si fosse allontanata per sempre… ma pregavo che si facesse rivedere, volevo salutarla dignitosamente, coccolarla un’ultima volta, parlandoci, ringraziandola di tutti gli anni vissuti insieme… lo volevo con tutto il cuore!… Ma per tutta la notte e la mattina successiva non si fece vedere… pensavo che fosse ormai morta, nascosta chissà dove. Io avevo un magone nello stomaco che mi straziava l’anima, quando, verso mezzogiorno, ricomparve improvvisamente… aveva percorso due rampe di scale da sola e me la trovai davanti alla porta d’ingresso! Solo lei poteva conoscere quella fatica immane, fatta per ritornare a casa da sola e in quelle condizioni; posso solo spiegarlo come una specie di telepatia, un forte legame che aveva stretto con me, forse anche lei aveva bisogno dell’ultimo saluto, delle ultime coccole… non era tornata per mangiare o bere, non voleva essere accudita in casa… è stato come il suo ultimo istinto di voler ritornare a salutare il suo grande Amico per l’ultima volta… non so spiegarlo diversamente, ciò che mi importava era solo che fosse ritornata, ma continuava a non mangiare e a non bere; sembrava non soffrire e rimaneva distesa, quasi esanime, nella sua morbida coperta, non una lamentela di dolore, quindi avevo subito provveduto a curarla nuovamente, ma la sua malattia ormai l’aveva sopraffatta… in realtà aveva sopraffatto anche me, in quanto il tutto è avvenuto nell’arco di due soli giorni. Ma in questo ultimo incontro, mi era stato concesso il dono di poterle trasmettere tutto il bene che ho provato per lei, accarezzandola sulla sua testolina… lei faceva le fusa e vedevo che le piaceva tantissimo… le ho sussurrato alle sue sensibili orecchie le mie parole di amore e riconoscimento per tutti gli anni trascorsi insieme… e lei mi gratificava con le sua fusa, sempre distesa nella sua morbida coperta… insomma è stato un momento in cui ero talmente commosso che piangevo e non mi vergogno tutt’ora di scriverlo! Erano sentimenti puri e incondizionati! Era un legame speciale!…e ormai credevo di vederla morire tra le mie coccole. Invece, dopo circa un’ora riprese un po’ di forze e ancora una volta il suo unico desiderio era quello di uscire fuori, non voleva rimanere in casa: era come se fosse tornata solo per donarmi l’ultimo saluto, prima di fare il suo ultimo viaggio. Voleva ritornare all’aria aperta e, come era solito fare, si era seduta davanti alla porta di ingresso perchè voleva che l’aprissi per farla uscire. Io l’ho sempre rispettata fino alla fine dei suoi giorni e non l’ho mai costretta a fare ciò che non voleva… ma sapevo benissimo che se avessi aperto quella porta, non l’avrei più rivista… purtroppo, così è stato! Dal 6 Maggio 2019 è scomparsa per sempre, non riesco tutt’ora a trovare il suo piccolo corpicino nascosto che vorrei ritrovare per seppellirlo nel mio giardino, insieme ad altri miei mici. Sono trascorsi tredici giorni e il dolore è ancora grande, ho un magone nello stomaco, sento la sua mancanza, mi mancano le sue fusa, le carezze che le facevo e nella mia mente scorrono tutti i ricordi di lei. Non mi era mai capitato un distacco così forte e frustrante; l’unico appiglio al quale appoggiarmi è quello di avere avuto in dono una seconda possibilità per dirle addio e coccolarla un’ultima volta! Un dono che avevo richiesto con tutto il cuore, pregando e supplicando che mi fosse concesso e che purtroppo non capita a tutti. Sono consapevole che solo il tempo mi aiuterà a superare questa incredibile storia vissuta con la mia speciale Kikka e sarà impossibile dimenticarla. Così mi piace ricordarti. Ciao Kikka, è un addio per la vita terrena, ma un arrivederci per la vita eterna!

    • Elena Grassi

      Grazie Franz per avere condiviso con noi questa esperienza così profonda e commovente e averci portato a visitare quel mondo speciale che condividevi con Kikka.
      Un abbraccio
      Elena

  2. Silvia

    Grazie, davvero grazie per questo articolo. Ieri ho accompagnato il mio amato micione Tartarugo alla sua Rinascita. Insieme, fino all’ultimo respiro. Era la promessa che gli avevo fatto sin dall’inizio della sua malattia. Ma non mi sentivo in grado di mantenerla e, in un momento di massima sofferenza ho chiesto aiuto e dall’Universo, è arrivato questo articolo. Ogni parola mi si era scolpita addosso e durante i momenti più critici della transizione, usciva nel preciso momento in cui serviva. Tartarugo ha lasciato il corpo comunicandolo la pace nei suoi respiri diventati, dopo momenti concitati, lenti e regolari, fino all’ultimo. Il telo che ci proteggeva dal sole, è volato via nel momento del suo Ultimo respiro, proprio quello. Quello che ci eravamo promessi fare insieme. Grazie Anima di Luce per avermi permesso questa Esperienza.
    Grazie all’autrice e a Elena Grassi che l’ha pubblicato.
    Silvia

    • Elena Grassi

      Cara Silvia, grazie davvero per la sua testimonianza. Mi riempie il cuore che lei e il suo micio abbiate potuto vivere un’esperienza così bella. E sapere che l’articolo è stato il tramite di tanta bellezza, dà un senso al nostro lavoro e ci stimola a proseguire. Un caro abbraccio, Elena G

  3. michele

    Buonasera,ieri, 23 settembre 2019, è morta la mia adorabile barboncina di circa 20 anni. Mi manca tanto, ha combatutto con la vecchiaia e noi l’abbiamo aiutata ad andare avanti con integratori, vitamine ecc… Mi manca tanto. Ciao Lazzara, ti amo e ti amerò per sempre.

  4. alice

    Buonasera,mi chiedevo se fosse possibile, dal momento che si è sviluppata una connessione forte durante la vita con il proprio animale, che la sua rinascita, nell’ottica della reincarnazione ,possa avvenire durante questa stessa vita e presso la sua famiglia.Grazie

    • Elena Grassi

      Certamente è possibile. Esistono numerose testimonianze di nuovi animali che arrivano in famiglia e sembrano conoscere già perfettamente la casa o avere gli stessi comportamenti di un vecchio animale deceduto. Dopodiché, io non rimarrei attaccata emozionalmente a questa possibilità. Meglio lasciare l’anima libera di fare le proprie scelte senza il peso del nostro attaccamento al suo ritorno da noi. L’importante è pensarli con amore e gratitudine e lasciarli andare.

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