Chi si occupa professionalmente di hospice per gli animali ha trovato che ad esso possono essere applicabili, ed anzi sono essenziali, gli stessi principipi dell’hospice umano. Se anche uno solo, o più, di questi principi non viene soddisfatto, l’efficacia del servizio fornito si impoverisce talmente che l’eutanasia finisce per essere il risultato quasi inevitabile. Per questo siamo profondamente grati e nutriamo grande rispetto verso il movimento dell’hospice in campo umano, per aver creato e continuamente espanso quel grande corpo di conoscenze che rende possibile un’assistenza di tipo hospice che operi con successo e che ora sta permettendo all’hospice di diventare un’opzione valida anche per chi ama e rispetta i propri animali, compagni di vita.

  1. L’assistenza di tipo hospice viene resa disponibile per quei pazienti la cui prognosi preveda un’aspettativa di vita breve e quando il paziente stesso e/o i suoi famigliari prediligano cure pallative di conforto rispetto a trattamenti curativi. I pazienti animali a volte possono rendere chiare le proprie preferenze (vedere il punto 6). Più spesso, però, saranno i famigliari umani a prendere decisioni al loro posto, sulla base di quanto ritengono sia nel loro migliore interesse. Occorre notare che in alcuni casi una prognosi di malattia terminale non può essere certa al 100% o che una grave crisi che sembra definitiva potrebbe non rivelarsi tale. Per questo motivo può succedere che qualche paziente in stato di hospice “ne esca fuori vivo” quando l’assistenza originariamente intesa come palliativa, ovvero mirante al solo conforto e benessere, finisce per determinare un miglioramento quanto meno temporaneo delle condizioni del paziente.
  2. Nell’hospice, si riconosce che la morte è una parte naturale del ciclo della vita, non un evento medico fallito, e che il processo di morte non deve essere temuto né evitato. Le cure intensive vengono sostituite da un “prendersi cura intensivo”, senza dilazionare o affrettare la morte. Lo scopo dell’hospice per gli animali è di rendere possibile, con un opportuno sostegno, un trapasso agevole e pacifico per l’animale, eliminando quindi spesso il bisogno del ricorso all’eutanasia.
  3. L’hospice, sia per gli uomini che per gli animali, è palliativo. Questo significa che il paziente riceve cure di conforto, con un’enfasi sul controllo del dolore e la gestione dei sintomi, inclusa l’anticipazione e prevenzione di sintomi potenziali e non solo il trattamento dei sintomi che già si sono presentati.
    La squadra dell’hospice è continuamente e attivamente al lavoro per assicurare che i bisogni presenti siano soddisfatti e che quelli futuri vengano anticipati sulla base dell’evoluzione delle condizioni dell’animale e delle preoccupazioni della famiglia. Vengono redatti dei piani di azione anticipati per gestire potenziali crisi ed eventuali cambiamenti nelle condizioni del paziente ricoverato presso il proprio domicilio, per evitare stressanti e pesanti trasferimenti di urgenza in clinica ogni qualvolta questo sia possibile.
  4. L’hospice è un’assistenza di tipo omnicomprensivo con enfasi sulla qualità della vita attraverso tutti quei cambiamenti determinati dal progredire di una malattia terminale. Cicely Saunders, la fondatrice dell’hospice moderno, ha affermato: «faremo tutto ciò che è in nostro potere non solo perché tu possa morire in pace, ma perché tu possa vivere fino alla fine». Aveva anche scoperto che è essenziale occuparsi del “dolore totale”, che ella definì come comprendente non solo questioni fisiche, ma anche emozionali, sociali e spirituali.
    Dato che l’unità di cura, all’interno dell’assistenza di tipo hospice, non è solo il paziente ma il paziente e la sua famiglia (vedere punto 6), qualsiasi degli aspetti del dolore totale che dovessero rendersi evidenti tanto nel paziente che nella famiglia, o in entrambi, saranno a loro volta oggetto di intervento anche nel vero e completo hospice per gli animali.
  5. Nell’hospice umano, questa assistenza omnicomprensiva è un piano coordinato e individualizzato fornito da parte di una squadra interdisciplinare di professionisti e volontari che viene continuamente adattata secondo il mutare dei bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. La squadra lavora sotto la supervisione di un direttore medico e comprende medici, infermieri, assistenti sociali, assistenti spirituali, psicologi e counselor, personale di assistenza a domicilio, volontari e – spesso anche se non sempre – terapeuti con approcci di medicina complementare o alternativa.
    Nell’hospice per gli animali, un’assistenza omnicomprensiva del tipo sopra descritto non può essere garantita dal solo supporto veterinario. L’hospice per gli animali è in grado di creare le condizioni necessarie affinché i pazienti possano vivere la propria vita fino in fondo rimanendo a proprio agio e poi morire pacificamente solo se TUTTI gli aspetti dei loro possibili bisogni ricevono la giusta attenzione e se anche le relative famiglie vengono sostenute.
    Anche se oggi sono rare, le squadre interdisciplinari sono un elemento essenziale per fornire un’assistenza di tipo hospice veramente completa. I terapeuti sono invitati a esplorare le molte opzioni possibili per mettere in piedi delle squadre di hospice, comprese (ma non solo) squadre create a partire dallo staff esistente in una clinica veterinaria, servizi esterni o reti locali che possano collaborare con una o più cliniche veterinarie, e squadre create attraverso la collaborazione con servizi di hospice umano già esistenti.
  6. L’unità di cura è il paziente e tutti coloro che sono importanti per lui/lei (famigliari, amici). Il piano di cura dell’hospice deve tenere in considerazione i valori, le credenze, la cultura e le priorità del paziente e della sua famiglia. L’hospice si focalizza sull’intero individuo che sta sperimentando un processo di morte, non sulla sua malattia. Il paziente e la famiglia hanno un ruolo determinante nella scelta del piano di cura, il quale deve essere personalizzato sulla base dei loro particolari desideri e bisogni e continuamente aggiornato per tutto il processo di morte.
    Nell’hospice per gli animali,  può rappresentare una sfida percepire i desideri del paziente così come può esserlo il percepire i desideri di quei pazienti umani che non sono in grado di verbalizzare (per esempio neonati o bambini piccoli). Generalmente, in questi casi, il caregiver più vicino al paziente animale diventa il suo principale portavoce e decisore. A volte l’animale può mostrare molto chiaramente le proprie preferenze. Per esempio, proprio come una persona morente può a un certo punto richiedere che la somministrazione endovenosa di fluidi venga interrotta, un cane o un gatto con insufficienza renale cronica può improvvisamente rifiutare l’applicazione della flebo, pur essendo stato collaborativo tante volte in passato. Se un cambiamento della tecnica di applicazione non risolve l’atteggiamento di rifiuto e anche altri tipi di idratazione vengono respinti, nell’hospice la volontà del paziente viene rispettata. Questo viene fatto senza però presumere automaticamente che rifiutare i liquidi significhi che il paziente abbia perso la volontà di vivere il resto della propria vita fino in fondo, per quanto breve esso sia.
  7. L’assistenza di tipo hospice enfatizza l’autonomia del paziente e della famiglia. Essi sono i principali deputati a prendere decisioni, per tutta la durata del processo. È responsabilità della squadra di hospice fornire informazioni ed eventuali nominativi a cui rivolgersi in modo che il paziente e la famiglia possano prendere decisioni informate che soddisfino i propri obiettivi, valori e convinzioni. Nell’hospice per animali, tutte queste informazioni verranno fornite dalla squadra di hospice direttamente al principale custode dell’animale.
  8. I servizi di hospice sono attivi 24/7. Anche se un’opportuna preparazione anticipata a opera della squadra di hospice e la costante disponibilità di un kit antidolorifico di emergenza per un utilizzo autonomo in casa minimizzeranno questi casi, i custodi dell’animale dovranno avere accesso ad assistenza via voce sia durante la notte che nei fine settimana. Vengono garantite anche le visite a domicilio, compresi quei casi in cui sia necessario supporto medico urgente o un’eutanasia.
  9. Sia l’hospice per umani che quello per animali garantiscono continuità di assistenza, che il paziente si trovi a casa, presso un istituto, presso custodi temporanei o presso una clinica. Dovranno essere garantiti gli stessi servizi a prescindere dall’ambiente.
    Un rappresentante della squadra di hospice sarà disponibile per accompagnare il paziente presso l’ospedale o la clinica di emergenza e per far visita all’animale se viene ricoverato. La squadra di hospice aiuta a facilitare la comunicazione tra la famiglia e lo staff dell’ospedale o della clinica, nella quale l’hospice potrebbe anche non essere un’esperienza consolidata. Si assicurerà che l’animale continui a ricevere cure di conforto evitandogli al tempo stesso procedure e stress non necessari. La squadra inoltre garantisce che i desideri della famiglia relativamente al tipo di cure da fornire siano pienamente identificati, compresi e rispettati.
  10. L’hospice umano si serve regolarmente dell’opera di volontari opportunamente addestrati; originariamente era basato completamente sull’opera di volontari.
    Anche nell’hospice per animali sarebbe auspicabile poter fare ricorso ai servizi di volontari qualificati. Questo potrebbe ridurre considerevolmente il carico emozionale, sociale e spirituale, nonché l’impegno in termini di tempo e di sforzi finanziari che il custode principale deve sopportare. Avere a disposizione dei volontari può spesso fare la differenza tra la possibilità, da parte del custode, di fornire hospice al proprio animale, e l’impossibilità di farlo.
    Il training di base che i volontari ricevono nell’hospice umano può servire come buona base per il training dei volontari nell’hospice per gli animali. In assenza di volontari formati, rimangono due risorse principali per individuare sostegno volontario:
    a. Individuare persone che la pensano allo stesso modo tra parenti, amici, vicini di casa o altri nella propria comunità di riferimento;
    b. La clinica/il veterinario che fornisce il servizio di hospice potrebbe essere in grado di individuare dei volontari tra le famiglie di propri precedenti pazienti di hospice che si rendano disponibili ad aiutare altri che stanno attraversando la stessa esperienza.
  11. L’hospice umano comprende spesso anche un servizio di elaborazione del lutto che continua dopo la morte del paziente.
    Fornire un servizio di questo genere può essere molto importante anche nell’hospice per gli animali. Sono servizi che possono spaziare molto: dal sostegno nell’organizzare una veglia funebre al creare uno stampo con l’impronta dell’animale, dall’inviare biglietti agli amici all’organizzare un funerale; dal fare periodiche telefonate alla famiglia invitandola eventualmente a prendere parte a gruppi di auto-aiuto, sia durante l’hospice che dopo, o in qualche caso facilitare il contatto con uno psicologo o un counselor.
    Ai famigliari potranno essere suggeriti modi in cui fissare la memoria del loro animale, come piantare un albero, un cespuglio o un fiore speciale in giardino, posare una pietra ricordo in un luogo designato o creare un diario di ricordi. La quadra di hospice si occupa anche di fornire informazioni sulle opzioni disponibili dopo la morte, compresi i recapiti di cimiteri e crematori. Le informazioni fornite devono essere aggiornate, tempestive, funzionali e ben gestite e i riferimenti dati affidabili.

Questi sono i concetti generali che descrivono e definiscono sia i programmi di hospice umano che animale. Sono stati sviluppati riconoscendo e servendo i bisogni particolari dei pazienti morenti e delle loro famiglie.

Chi si incarica di fornire un servizio di hospice per gli animali deve conoscere e avere esperienza delle varie modalità di morte esistenti, dalla morte assistita tramite hospice fino all’eutansia, e deve essere disponibile e preparato a fornire assistenza e sostegno attraverso tutto il processo di morte. Anche se non è disponibile (ancora) una squadra completa, la disponibilità di un kit di conforto, che includa un farmaco antidolorifico forte ad azione rapida somministrabile senza che sia necessario che l’animale lo ingerisca, l’accesso 24/7 a un supporto via voce e a visite a domicilio per assistenza medica o eutanasia, la consapevolezza e la capacità di affrontare adeguatamente i bisogni emozionali, sociali e spirituali della famiglia e l’accesso a un sostegno nell’elaborazione del lutto sono requisiti minimi per fornire hospice agli animali.

Per il contenuto di questa pagina si ringrazia il sito www.graceanimalhospice.org

donna accarezza grosso cane bianco

Foto Eva Volpato/123rf.com