L’hospice per gli animali non è altro che la trasposizione in campo veterinario dell’hospice applicato agli esseri umani.

In ambito umano, con hospice si definiscono sia il tipo di assistenza, che può avvenire anche a domicilio, sia istituti specializzati o reparti di strutture sanitarie pubbliche o private dedicati all’assistenza ai morenti (pazienti che abbiano una prognosi di vita non superiore ai tre mesi) che non hanno la possibilità di essere accuditi al proprio domicilio.

Naturalmente è sempre preferibile che il malato terminale possa affrontare il proprio fine-vita in un ambiente famigliare come la sua casa, circondato dalle persone che ama. Questo ancor più è vero per gli animali, che non sono in grado di comprendere l’allontanamento da casa. Auspicabilmente, per gli animali, l’hospice è dunque per lo più un servizio a domicilio, che attualmente grava quasi esclusivamente sulle spalle del suo principale custode. Eventuali strutture dedicate agli animali anziani (per esempio animali senza famiglia troppo anziani per rimanere in un canile o gattile), sono delle specie di “case di riposo” per animali, che si trasformano in hospice nel momento in cui l’animale ospitato raggiunge il fine-vita vero e proprio. Non è auspicabile il ricovero di animali terminali in cliniche che svolgano il ruolo degli istituti di hospice per gli umani.

L’hospice, per definizione, non prevede l’eutanasia, ma considera la morte un evento naturale da non ritardare con accanimento terapeutico, ma nemmeno da anticipare.

Poiché per gli animali l’eutanasia è permessa dalla legge, naturalmente si rimane sempre liberi di andare in quella direzione in qualsiasi momento lo si ritenga opportuno. Tecnicamente, nel momento in cui si opta per l’eutanasia, si esce dall’hospice.

DEFINIZIONE DI HOSPICE PER GLI ANIMALI

I PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’HOSPICE

QUALITÀ DELLA MORTE CHECKLIST

signore su panchina con cani e gatto

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